La storia di Camilla

La storia di Camilla

Ascolta il racconto di Camilla

Scrivi un libro di storie e provi a immaginare le storie di chi lo leggerà. Provi a immaginare le mani che lo sfoglieranno e le migliaia di occhi che, riga dopo riga, entreranno all’interno di esistenze sino ad allora sconosciute. Chissà fin dove possono arrivare tante parole messe in fila? Scrivi un libro coltivando la sottile speranza che qualcuno, in un qualsiasi posto, camminando tra quelle parole possa trovare ciò di cui ha bisogno, magari una semplice frase. Questo pensavo nell’ottobre del 2019 quando terminai di scrivere “#cuoriconnessi”. I libri passano di mano in mano, vengono sfogliati distrattamente o letti con attenzione, finiscono tra i cuscini dei divani, sepolti sotto una pila di altri libri o deposi- tati sul mobiletto del bagno. Loro restano comunque sempre a disposizione, pronti per essere aperti anche a caso, senza un criterio e senza una logica, però basta cadere dentro la pagina giusta e allora le parole tornano a scaldarci la vita.

I libri hanno pazienza perché sanno aspettare.

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