La storia di Ana

Non so perché abbia deciso di raccontarvi la mia storia, ma prima che ci ripensi è meglio che lo faccia subito. Non ho voglia di rituffarmi dentro quel mare di fango, però le mie parole potranno aiutare qualcuno ad evitare ciò che ho passato. Questa è l’unica motivazione che mi porta a scrivere. La psicologa ha detto che «buttare fuori» è importantissimo, motivo in più per tirarvi in mezzo a questa vicenda che non ha nulla di giusto. Certe cose nascono sbagliate dall’inizio, ma io non potevo saperlo, perché a sedici anni, quando è cominciato tutto, avevo una visione diversa del genere umano. A sedici anni ti fidi degli altri e soprattutto ti senti in grado di affrontare qualsiasi cosa. Tutte cazzate, siamo molto più fragili e condizionabili di quanto immaginiamo. Tutti, nessuno escluso. Anzi, sapete cosa vi dico? Proprio quelli che si sentono invulnerabili, ed io appartenevo a quella categoria, rischiano di più, perché pensano che avere dei dubbi sia da sfigati, così come ascoltare qualche consiglio.

Ascolta il racconto di Ana

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